Coro Alpini Passons


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Il nostro CD

I CANTI DEL CD CORO ALPINI PASSONS

N

TITOLO

T

1

Da Udin siam partiti (A.Dodero)

1:46

2

Monte Nero (G.Malatesta)

2:09

3

Daûr San Pieri (M.Maiero)

3:12

4

L'Artigliere (L.Pigarelli)

1:58

5

Il Golico (B.de Marzi)

2:56

6

Serenada a Castel Toblin (L.Pigarelli)

2:32

7

In cil e je une stele (A.Mascagni)

2:10

8

Il Cjalzumít (G.B.Candotti)

1:50

9

Sui Monti Scarpazi (A.Pedrotti)

3:34

10

Montagnes Valdôtaines (T.Usuelli)

3:42

11

A planc cale il soreli (G.Malatesta)

2:43

12

Era nato poveretto (A.B.Michelangeli)

2:01

13

Restena (B.de Marzi)

2:39

14

Di qua di l&agrave del Piave (A.Pedrotti)

2:52

15

Monte Canino (L.Pigarelli)

2:20

16

Ai preât (L.Pigarelli)

1:56

17

Trentatre (arm. Monte Cauriol)

2:38

Un po' come ci pare


Non nascondo che i motivi che ci hanno spinto a voler incidere sono del tutto personali: questa registrazione é prima di tutto un sincero "atto d'amor proprio", un voler fermare come in un'istantanea cos'è il Coro Alpini Passons per chi ne fa e ne ha fatto parte.

Lontano da ogni intento celebrativo, la realizzazione di questo disco trova una sua motivazione esclusivamente in se stessa; d'altronde, anche il criterio di scelta dei brani non segue un particolare filo logico ma, pur non tradendo le nostre origini di Coro Alpino, abbiamo deciso di seguire anche le nostre inclinazioni: insomma, abbiamo cantato quello che piú ci piaceva cantare.

I canti qui presenti si sono scelti da sé: è bastato fare una piccola indagine retrospettiva fra quelli che piú di frequente cantavamo una volta terminato il concerto, quando, iniziata la pars ludens della serata e accantonata definitivamente la figura del Maestro-Tiranno, ognuno di noi si faceva promotore dei suoi preferiti, di quelli insomma che non dovevano assolutamente mancare prima di ritornare a casa.

E cosí, a fianco di un'autore per noi assolutamente imprescindibile come Bepi De Marzi, o di quelli della cosidetta "area SAT", qui rappresentata da Luigi Pigarelli, Teo Usuelli, Andrea Mascagni e Arturo Benedetti Michelangeli, troviamo Giovanni Battista Candotti, che con il suo "Cjalçumít" è decisamente la mosca bianca di questo disco, ma che appartiene alla storia del Coro Alpini Passons. Quando, nel 1993, ero alla ricerca di pezzi per il neonato Coro, casualmente mi imbattei in questo brano a 3 voci e di facile realizzazione, perfetto per le nostre esigenze di allora: si era in pochi e tutti poco esperti! Non lo abbiamo piú abbandonato.

E che dire allora di un brano a noi molto caro, quale è "Daûr S.Pieri" di M.Maiero? Ce ne siamo letteralmente innamorati, e, pur dopo diversi anni, è uno dei pezzi che cantiamo piú volentieri, soprattutto fuori Regione.

L'unico "must" è qui dettato dall'Inno degli Alpini, Trentatre, ma proprio perché non si poteva non fare i conti con la Storia e la Tradizione corale alpina che questo brano porta con sé.

"Questo disco non ce lo ha ordinato il medico, ma guai se becco uno di voi che non ce la mette tutta" ho detto una volta ai coristi. "Perdoninus, Rico, ma o sin ce c'o sin!" mi ha fatto eco il Lalo.

Dedico questo disco ai miei amici coristi, perché insegnando loro un po' di musica ho imparato cose ben piú importanti.


Enrico Cossio


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